Le religioni devono concordare un’etica comune

E’ quanto ha auspicato l’arcivescovo mons. Ernesto Gallina, Nunzio Apostolico Delegatodella Santa Sede per le Organizzazioni Internazionali Governative, nel suo intervento alla17a Conferenza dell’Associazione Mondiale dei Giuristi, riportato oggi dal bollettino dellaSala Stampa vaticana. “Quale sarà il nostro giudizio sul ruolo delle religioni in questo mondoin fermento? – si é chiesto mons. Gallina – Sarà un giudizio severo d’inutilità se nonaddirittura di pericolo? O un giudizio sereno che sottolinei la necessità di prestare loroattenzione? Le religioni uniscono o dividono i popolo? Sono strumenti di pace o di conflitto?”Il Nunzio ha così risposto alle domande che ricorrono anche oggi a fronte dei numerosiconflitti armati ancora aperti nel mondo: “Le religioni in rapporto alla pace rappresentano unpotenziale enorme, a volte asservito a dei fini particolari con conseguenze nefaste, ma essesono in ogni caso una ricchezza per lo sviluppo armonioso della coesistenza umana”. MonsGallina ha quindi indicato alcune scelte perché le religioni possano offrire un decisocontributo alla pace: “cominciare o continuare a dialogare non per trovare dei sincretismiequivoci, ma per mettersi d’accordo su un’etica comune, capace d’aiutare e d’orientare ipopoli a porre le basi d’una pace autentica tra loro”.