Una ricerca sulle motivazioni dei volontari

“Un volontariato fragile, profondamente coinvolto nella crisi italiana”. Lo ha sottolineatoLuciano Tavazza, segretario generale della Fondazione Italiana per il Volontariato (Fivol),presentando oggi a Roma i risultati di un’indagine sulle motivazioni che spingono all’impegnogratuito nel sociale, realizzata dalla Mesomark per conto della Fivol. “Un volontariato – haaggiunto Cesare Graziani, responsabile del settore studi della Fivol – privo di proposterisolutive, sostanzialmente in difficoltà nell’analisi della crisi e nell’indicare le vie d’uscita”.”Caos”, “incertezza”, “sconcerto” sono le parole più ricorrenti con le quali i 145 intervistatihanno definito l’attuale situazione del Paese.”A fronte di questa interpretazione pessimistica della realtà – ha aggiunto Giulia Bellati,direttore della Mesomark – si contrappone una grande fiducia nell’individuo e una gerarchiadi valori che vede al primo posto la famiglia, seguita dal lavoro e poi dall’impegnovolontaristico”. E’ la ricerca di un “qualcosa” o il bisogno di sperimentare “altro” spinge gliintervistati ad accostarsi al volontariato. Emerge anche una forte motivazione etico-religiosa. Alla luce di questi dati, secondo Tavazza, “il volontariato deve acquistare unadimensione politica che sia capace di rimuovere le cause del disagio sociale”.