Un forte richiamo alla magistratura, colpevole di non intervenire come invece le impone lalegge, è venuto dal segretario nazionale dell’A.Ge, Giovanni Cocco, intervenuto nei giorniscorsi ad un programma televisivo dedicato ai “144 erotici” e intervistato oggi dal Sir”Giornoper Giorno ”condotta da Cecchi Pavone su Rete 4 dedicata a questo argomento . Ilsegretario dell’A.Ge. (Associazione Italiana Genitori). , oltre agli aspetti educativi ed allaresponsabilità dei genitori perché educhino i giovani ad una equilibrata visione dellasessualità umana, nel caso delle cosiddette linee erotiche ha richiamato la responsabilitàdella magistratura. “E’ un settore, quello della pornografia e della pubblicità e trasmissione diservizi erotici – ha detto Cocco -, palesemente in violazione con quanto previsto dallaCostituzione e dalle leggi vigenti” che, se non applicate, portano a una “progressivacorruzione dei costumi nel campo della comunicazione, da quella televisiva a quellapubblicitaria e cinematografica”. Si tratta di “disattenzioni” pericolose che possono condurrea casi come Tangentopoli, dovuto alla “distrazione” per 40 anni dei magistrati e alla mancataapplicazione delle leggi. Secondo Cocco, i magistrati invece devono “intervenire, perché inquesto campo esiste per loro l’obbligatorietà dell’ azione penale senza la necessità diattendere una denuncia. Un obbligo derivante dalla Costituzione, che vieta espressamente lepubblicazioni e stampa, gli spettacoli e tutte le manifestazioni contrarie al buon costume”.”Ancora più scandaloso – ha aggiunto Cocco – è che la magistratura non intervenga contro lapubblicità di queste linee erotiche, perché mentre l’effetto dei 144 è limitato alle persone chelo usano ed è frutto di una scelta, la pubblicità raggiunge tutti, compresi i minori. Si tratta diuna situazione per la quale dovrebbe intervenire lo stesso Garante per l’editoria, in quantoviene disattesa la legge Mammì”. Prevenire non significa censurare, ha sottolineato ilsegretario dell’ A.Ge, visto che i valori legati al buon costume ( da non confondere con ilcomune senso del pudore la cui sensibilità può variare con gli anni ) sono alla base dellaresponsabilità e del dovere educativi che i genitori hanno nei confronti dei figli .”