Le religioni possono offrire ai legislatori modelli di solidarietà e di rispetto degli altri. E’quanto emerso ieri all’incontro “L’Italia si ridiscute”, svoltosi nell’ambito del IX Convegnointernazionale “Uomini e religioni – terre e cieli di pace”, organizzato a Firenze dallacomunità dio S. Egidio. Secondo Tullia Zevi, presidente dell’Unione Comunità ebraicheitaliane, di fronte ai pericoli sempre presenti dei particolarismi e dei razzismi, è necessario”imparare a rispettare le identità, ma integrandole, perché l’opposto dell’integrazione è ladisintegrazione. Dovere delle Chiese, perciò, è non dimenticare il loro ruolo unificante”.Per Salvatore Ricciardi, rappresentante dell’Alleanza Riformata Mondiale, “obbligo delleChiese è aiutare gli uomini a diventare adulti, autonomi nelle scelte nei giudizi poiché tutti eciascuno sono soggetti di diritto in sede politica, chiamati a condividere le responsabilitàdella cosa pubblica”. Mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Otranto, ha affermato che èperciò urgente “sostenere esperienze positive di solidarietà ed accoglienza, di collaborazionee cooperazione autentica tra i popoli per convincere i legislatori che una nuova societàdiversa ma migliore può nascere dal travaglio di questi ultimi anni”. Per questo la Chiesa”con coraggio deve affermare e testimoniare che le ricchezze della terra non sono di pochipopoli, ma di tutti, perché tutti gli uomini sono Figli di Dio e fratelli tra di loro.”