Sacerdozio femminile: interviene mons. Chiaretti

Il presidente del Segretariato Cei per l’ecumenismo e il dialogo, mons. Giuseppe Chiaretti,vescovo di San Benedetto del Tronto, commenta le dichiarazioni del pastore Eugene Brand,responsabile per i rapporti ecumenici della Federazione luterana mondiale. Nei giorni scorsiBrand aveva affermato che il riconoscimento delle donne pastore è la “precondizione” per lapiena comunione con cattolici e ortodossi. Mons. Chiaretti, in una dichiarazione rilasciata alSir, rileva: “Ritengo che fermarsi sulla singola questione del sacerdozio femminile siacontroproducente non solo per lo sviluppo del dialogo ecumenico ma per lo stesso camminospirituale e teologico delle nostre Chiese”.Solo il 65% delle 122 Chiese che appartengono alla Federazione luterana pratical’ordinazione delle donne, dunque, secondo mons. Chiaretti, non è “buon ecumenismo volerimporre a tutti una soluzione che è solo di alcune comunità”. Certo, spiega il vescovo, “ilsacerdozio femminile non è una questione di fede”, tuttavia è una “questione carica disimbolismo sulla quale la posizione della Chiesa cattolica è stata chiaramente affermata dalPapa: per il momento non è il caso di discuterne né per ragioni sociologiche né per ragioniculturali. Ciò non significa che il dialogo ecumenico si debba arrestare proprio ora checattolici e luterani hanno trovato accordo sulla dottrina della giustificazione, che è stataall’origine della riforma protestante”.