Comprendere il significato della morte

Se la Chiesa vuole aiutare la cultura di oggi a recuperare il valore della morte, deve anche”rendere più gioiose, in senso cristiano, le celebrazioni che riguardano la morte”. Lo sostienein un’intervista al Sir Eugenio Fizzotti, ordinario di psicologia alla Università PontificiaSalesiana, in occasione della ricorrenza del 2 novembre. “Se penso a certe celebrazioni difunerali, che sono colme di pena ed in cui si sottolinea quasi esclusivamente l’angoscia, iltormento, l’abbandono – ha detto Fizzotti – capisco perché non si aiuta a vedere la morte nelsuo significato ultimo. Se invece c’è una maggiore partecipazione comunitaria, se vieneproposta una condivisione maggiore dell’esperienza della sofferenza e della morte, se sicelebrano i funerali o altri momenti dedicati ai defunti facendo emergere la luce dellarisurrezione e la morte viene unita a segni di vita non solo terrena, questo può davverocontribuire al recupero del significato del morire nella nostra società”. In questo contesto,secondo Fizzotti, la Chiesa dovrebbe inoltre aiutare a “riscoprire la potenzialità positiva dellasofferenza non come castigo, condanna, ma come possibilità da parte dell’uomo di vivere inuna maniera ancora più significativa. Infatti la rimozione della morte cui si assiste nellanostra cultura non è che un aspetto della rimozione della sofferenza cui ci ha portato ilconsumismo, per cui va allontanato tutto quello che è in opposizione al benessere e alsuccesso”