Lettera aperta di mons. Ruppi a Dini sul problema dell’immigrazione

“Rigore e solidarietà devono essere i principi cui ogni misura deve sottostare, se vogliamorisolvere il grosso e complesso problema dell’emigrazione” – scrive mons. Cosmo FrancescoRuppi, arcivescovo di Lecce, in una lettera aperta, resa nota oggi, indirizzata al Presidentedel Consiglio Lamberto Dini. Mons. Ruppi si dice certo che Dini “non farà alcuna concessionea chi vorrebbe chiudere frontiere o a chi prospetta il ricorso a metodi intolleranti epolizieschi, ma vorrà tenersi al centro, offrendo, da un lato, doverosa regolamentazione delflusso migratorio, affatto eliminabile per ragioni umane e internazionali, e dall’altroindicazioni concrete circa l’accoglienza umanitaria, che non può essere negata a nessuno”.Infatti, continua mons. Ruppi, “la espulsione degli immigrati clandestini con l’adozione dimisure solamente punitive non sarebbe degna di un Governo democratico che vuole inserirsinel contesto internazionale in termini di dialogo e collaborazione”. Perché “gli immigrati sononostri fratelli, fratelli poveri, ma non delinquenti: la stragrande maggioranza viene da noi perdisperazione e per fame. Controllare le frontiere è doveroso, ma è altrettanto doveroso porreordine nel lavoro stagionale di migliaia di immigrati. Ben venga dunque un decreto ma” apatto che contenga anche “misure concrete di sostegno e accoglienza degli immigrati, undecreto che sia al tempo steso rigoroso ed umanitario.”