“Particolare attenzione sia posta alla tendenza di alcuni di lasciarsi attrarre da apparizioniprivate e fenomeni carismatici di dubbia provenienza: si ricordi che eventuali manifestazionidel Signore, della Vergine Maria e dei Santi, non rientrano nelle verità fondamentali dellafede e che comunque esse devono essere valutate con estrema prudenza; tali esperienzeconservano un carattere privato e non è mai consentito enfatizzarle”. Nell’editoriale delprossimo numero di “Religioni e sette nel mondo”, il card. Silvano Piovanelli, arcivescovo diFirenze, richiama questo passo della nota pastorale dei vescovi toscani su “magia edemonologia” del 1994.La rivista del Gris (Gruppo di ricerca e informazione sulle sette) dedica il numero al temadelle “Comunicazioni con l’aldilà”. “La rinascita di pratiche magiche vecchie e nuove” e “ildiffondersi di pratiche divinatorie” sono dovute, secondo il card. Piovanelli, alle “diffuseincertezze riguardo al domani” e al “bisogno di punti di riferimento solidi e facilmenteaccessibili all’immaginazione”. Ma per la Chiesa tutte queste pratiche sono da “respingere”.L’arcivescovo di Firenze afferma infatti che “darsi alla magia, alla divinazione o allanecromanzia equivale ad un gesto di ribellione nei confronti di Dio ed è come consegnarsialla prostituzione”.Secondo i dati dell’Eurispes, sarebbero almeno 12 milioni gli italiani che si rivolgono a maghie occultisti.