E’ quanto afferma p. Bruno Mioli, della Fondazione Migrantes, in relazione al sondaggio Cirmpubblicato oggi, che presenta le opinioni degli italiani in merito ad alcuni dispositivi deldecreto legge sugli immigrati che sarà reso noto nelle prossime ore. Secondo p. Mioli, questosondaggio sembra dominato da “un’ambiguità che ne diminuisce novevolmentel’attendibilità”. Risulta che per il 55% degli italiani la clandestinità è un reato ma, secondo p.Mioli, questa percentuale molto alta può essere attribuita più che ad un atteggiamento dirigorosa severità degli italiani, all’uso del termine ‘clandestinità’ che, “oltre ad essereseveramente rigettato negli ultimi interventi pontifici, va anche contro la Convenzione Onudel ’90 sui diritti dei lavoratori migranti”. Secondo p. Mioli, “non si dovrebbero porre in modobrusco tali domande, senza concretizzarle in qualche esemplificazione”.Dal sondaggio risulta anche che l’85% degli italiani è favorevole all’espulsione per reati dimedia gravità ma p. Mioli si domanda se non sarebbe più opportuno interrogarsi sullemodalità, se “per decreto amministrativo o per sentenza, per sentenza definitiva o senzadiritto di appello”. Analogamente, riguardo al 72% che si dichiara a favore di punizioni per gliitaliani che assumono in nero, p. Mioli obbietta che non è chiaro se si intenda “punizione inbase al codice civile o penale e se ciò costituisca violazione amministrativa o reato”.