“E’ stata la musica dei timpani e degli ottoni ad introdurre il convegno ecclesiale di Palermo,una platea di oltre duemila persone che assomiglia molto alle assemblee domenicali di tantechiese in Italia”, si legge nella nota del Sir a commento dell’apertura del terzo convegnoecclesiale nazionale. “Un’assemblea – prosegue la nota – che condivide il pane, ‘u’ panuzzu’,offerto nello splendido gesto iniziale di accoglienza, e la parola dell’Apocalisse, attualizzatanell’omelia del card. Ruini. E’ una parola che morde in concreto sulla vita di oggi. Lo haespresso con passione Ina Siviglia salutando il convegno a nome della Chiesa in Sicilia, loha ribadito il card. Saldarini, aprendo i lavori, quando ha messo in guardia contro letentazioni di un ‘sottile pessimismo’, chiamando invece ad una santità di popolo”.”Sembra emergere già con chiarezza il punto vero, – si legge ancora nella nota – questatensione alla santità di popolo, e può essere la risposta di fondo al problema dell’Italia e degliitaliani di oggi, a quella crisi dello ‘spirito pubblico’, sottolineata da Garelli in una delle duerelazioni di apertura. Questa Italia che, confusamente, attende delle risposte a dei problemiessenziali, ad un suo problema nuovo di identità, impone di non ‘moltiplicare le parole’, ma diandare all’essenziale. E’ questa la ‘parola nuova’, la ‘parola buona’ che oggi gli italianiaspettano. Una parola non ideologica, non ‘virtuale’, ma che cammina sulle gambe e operacon le mani di ciascuno di noi”.