Il saluto del Rabbino Capo al Convegno della Chiesa italiana

“L’amore per la pace non può essere un sentimento statico, non basta dichiarare di volere lapace. La pace è un desiderio dinamico perchè spinge alla sua realizzazione”. Presentato damons. Giuseppe Chiaretti, il rabbino capo della comunità ebraica di Milano ha portato il suosaluto al Terzo convegno delle Chiese italiane che si è aperto ieri a Palermo. E l’assembleadei delegati ha accolto con un lungo applauso il ricordo che mons. Chiaretti ha fatto di unebreo martire per la pace, Isaac Rabin.”Chi veramente crede in Dio non può non dare amore e non sentire un legame di fraternitàcon tutti gli uomini”. Così ha iniziato il suo saluto il rabbino Laras, anch’egli, aveva ricordatomons. Chiaretti, segnato dall’olocausto di Auschwitz nel quale ha perso la madre e la nonna.Ha parlato di pace e della fede da cui la pace nasce e da uomo di fede ha salutatol’assemblea invitando a “sostenere le braccia di chi vuole un mondo pacificato e più buono”.”La sfida del nostro mondo è riuscire a calare in senso sempre più profondo la fede nelladimensione orizzontale”, ha detto Laras ricordando un insegnamento del rabbino Hillel:”ama la pace, insegna la pace, portala a tutte le creature e a tutte insegna la Parola”.