Se la voce dei cattolici venisse meno, la nostra sarebbe una ‘civitas diaboli’

Lo ha detto il filosofo e sindaco di Venezia Massimo Cacciari nel corso di una tavola rotondaal Convegno ecclesiale di Palermo, parlando della necessità che i cattolici siano presentinella vita civile e politica di una nazione per la loro “formidabile riserva escatologica”, tale da”impedire qualsiasi tirannia di valori”. “La riserva escatologica – ha aggiunto parlando disolidarietà sociale – è un lievito che può anche essere traumatizzante per un laico, ma se lavoce dei cattolici venisse meno, la nostra sarebbe una ‘civitas diaboli'”. Sulla stessa linea le parole di Ernesto Galli della Loggia, docente all’Università di Perugia,secondo il quale, senza i cattolici, “lo Stato, che è l’ultima difesa degli italiani umili edinermi”, diverrebbe preda dei condizionamenti di poteri forti, anche internazionali, e di formedi colonialismo più o meno larvate. Si impone pertanto una ripresa di dialogo tra laici ecattolici, come pure “un raccordo tra etiche diverse” che solo può salvaguardare la tenutadella società italiana.Per il filosofo Saverio Vertone invece la Chiesa si è buttata nel sociale rinunciando alla suavera funzione. “Oggi tutto è economia: lo è la politica, lo è diventato anche la religione” e laChiesa, secondo Vertone, “riflette lo sprofondamento della cultura contemporanea” nellalogica del “tutto è economia”.