“Il Papa ha voluto richiamare la coscienza di tutti, non solo dei cattolici, al momento criticodella loro storia, non per invitare al pessimismo, ma per prenderne coscienza e attivarsi inmaniera costruttiva rispetto a tanta frammentazione e disarticolazione non solo socio-politica, ma soprattutto etica”. Lo ha detto don Duilio Corgnali, presidente della FederazioneItaliana Settimanali Cattolici, sottolineando come il Santo Padre abbia “spinto i cattolici arientrare a pieno titolo, da protagonisti, in questa storia, per cercare di fare un servizio alfuturo di questo Paese”. Un grande incoraggiamento, dunque, da parte di “un Papa realista,che non ha mancato di sottolineare i lati negativi, i momenti di frattura nella società,facendosi carico anche del disagio dei cittadini. E’ la prima volta che il Papa parla a nomedei cittadini italiani, ribadendo la totale appartenenza alla sua ‘seconda patria’”. GiovanniPaolo II, secondo Corgnali, ha indicato anche la “corretta impostazione della Chiesa nellasocietà italiana: non una Chiesa che fa scelte istituzionali, politiche o partitiche, ma unaChiesa che indirizza tutti gli sforzi che vengono fatti verso il bene comune e il bene dellapersona considerata nella sua integralità, dove libertà e verità devono coniugarsi insieme.Alla Chiesa ha chiesto coraggio: la Chiesa non deve scoraggiarsi, non deve mai tirarsiindietro, soprattutto in difesa dell’uomo. In gioco, come ha detto il Papa, non c’è infattiquesto o quell’aspetto della società, ma l’integralità stessa dell’uomo, in difesa della quale laChiesa non può che schierarsi sempre”.