Il conflitto tra comunione di fede e frammentazione politica dei cattolici è un problema di fondo. Lo sostiene Domenico Rosati, già Presidente nazionale delle Aclied ex-parlamentare, in un intervista al Sir. “Il problema di una comunità cristiana unita nellafede e nei valori, che si trova divisa nelle scelte politiche è di primaria importanza affermaRosati -. La comunità cristiana deve sforzarsi di vivere questa situazione in spirito di carità. E quindi di non esorcizzare le divisioni, ma interiorizzarle e superarle in spirito di carità,guardando più alto e lontano”.Quanto all’accusa che la Chiesa e i cattolici tendano a “chiudersi nel sociale”, lanciata ieri nel corso di una tavola rotonda dal politologo Ernesto Galli Della Loggia, Rosati ritiene che “il sociale è politico, altissimamente politico”. Anzi, “la visionesclusivamente partitico è stato uno dei guai che hanno portato alla corrosione del sistemapolitico italiano”.”L’idea dello Stato che noi cattolici abbiamo portato alla Costituzione – conclude Rosati – èquella di uno Stato che è espressione della società civile. Lo Stato, in ultima analisi, èsocietà civile organizzata, dove il soggetto è la società. Lo Stato è allora la forma in cui lasocietà stessa si organizza”. Se invece “tutto si riduce al politico ed alla sua autonomia,rischiamo di ritrovarci nelle situazione in cui, in nome dell’autonomia del politico, tante neabbiamo fatte, soprattutto tante ne abbiamo subite”