questa la “parola d’ordine” del ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee), riunitosinella città croata di Dubrovnik dal 23 al 25 novembre per discutere su “La violenza e lemigrazioni. La responsabilità pastorale della Chiesa”. In occidente, afferma il Ccee, “sidiffonde la paura per la disoccupazione, per la possibile povertà, per la crisi di identità”.D’altra parte “i flussi migratori sono in crescita costante nel quadro della mondializzazione,con lo spostamento dell’asse geopolitico del mondo verso l’Asia”. Questa situazione,secondo il Ccee, può generare violenza.Perciò, compito della Chiesa è essere “segno sacramentale dell’unità del genere umano”. Aquesto scopo, secondo il Ccee, è necessario: “affontare, in tutti i luoghi di educazione eformazione delle Chiese diocesane il tema del rapporto interculturale; creare gruppi diriflessione e comunità capaci di creare uno scambio tra le comunità di origine e quelle locali;promuovere uno spirito di collaborazione tra i responsabili delle comunità locali e dellecomunità di lingue diverse”. Da parte sua, “la Chiesa si impegna nel dialogo ecumenico econ le altre religioni” e ad “aiutare i progetti di sviluppo e i segni di pace, per permettere direstare o di tornare nel proprio Paese”.