“Per sua natura l’uomo è ‘homo religiosus’, come attesta in modo stupendo la storia della cultura e della religione del mondo”. Loribadisce il card. Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura che, con laPontificia Università Urbaniana, ha promosso il Colloquio internazionale che si terrà a Romada domani al 2 dicembre sul tema “Alle soglie del III Millennio: la sfida del secolarismo el’avvenire della fede”.Secondo il card. Poupard, l’uomo, “attraverso l’esperienza del sacro, ha una visione delmondo non come ‘caos’ ma come ‘cosmos’ ordinato. Al contrario, la visione secolaristariduce l’orizzonte alla dimensione immanente e desacralizza tutto. Dopo la relativizzazionedell’assoluto, assolutizza il relativo e dà luogo ad una religiosità secolarizzata, finché Diorifiorisce nel cuore stesso delle città secolarizzate alla ricerca di felicità”.Invece, continua il card. Poupard, “la visione cristiana chiarisce il mistero dell’uomo che siillumina veramente solo alla luce del Verbo incarnato. L’uomo senza Dio svanisce, con Diovive”. Al convegno parteciperanno, tra gli altri, il card. Josef Tomko, prefetto dellaCongregazione per l’evangelizzazione dei popoli, Vincenzo Cappelletti, direttore scientificodell’Enciclopedia Italiana, Dario Antiseri, preside della Facoltà di scienze politiche dellaLuiss, ed il regista Krysztof Zanussi.