“Il papa è l’unica voce autorevole che abbia espresso un allarme preciso in materia diaudiovisivi” – è quanto scrive la regista Liliana Cavani, che ha diretto tra l’altro il film”Francesco”, in un editoriale sul prossimo numero della rivista “Letture” dei Periodici SanPaolo. “Parrà forse strano – afferma ancora la Cavani – ma il Papa si è occupatodell’argomento nell’ ’84 e vi è ritornato quest’anno in occasione del centenario del cinema,invitando a riflettere su questo ‘veicolo di cultura e di valori’, da cui partono messaggi ingrado di condizionare le scelte del pubblico”. La Cavani denuncia che, negli ultimi 50 anni,”neppure i laici competenti hanno vigilato sulla democrazia della comunicazione in vistadella sua inevitabile globalità”, che ha portato uno strapotere del cinema americano e laperdita di identità del cinema europeo, quando invece “la correttezza multiculturale edemocratica della comunicazione è un diritto della gente. La crisi del cinema in Europa -secondo la Cavani – è soltanto una delle conseguenze che derivano dal sonno della ragione”.La Cavani si richiama di nuovo al Papa, auspicando “a difesa del cinema una Cartainternazionale delle regole democratiche che sia pilastro etico delle comunicazione globale”.In questo ambito, la Cavani auspica la giusta valorizzazione “della ricchezza immensa delpensiero cristiano, che non è triste nè noioso nè settario ma aperto a comprendere i valori ela vitalità che lo accomunano alle altre comunità e religioni.”