E’ questo il parere di don Mario Operti, direttore dell’Ufficio Cei per i problemi e sociali e illavoro in merito a “letture giornalistiche” dei dati Bankitalia sulla situazione occupazionale.”La democrazia – dice don Operti – si fonda su un’informazione completa e documentata checonsenta a tutti di conoscere a fondo i problemi e quindi di esprimere valutazioni appropriatesulle soluzioni proposte. Non é quindi corretto ridurre il complesso problema dell’occupazionenel nostro Paese ad una questione di imprenditori che offrono posti di lavoro e lavoratori chenon li accettano perchè devono emigrare o perchè non sono professionalmente preparati”.In questo “sensazionale rincorrersi di grandi titoli sui giornali”, afferma don Operti, “non sidice il vero e sembra trascurato il fatto che i disoccupati non sono poche migliaia ma oltre unmilione e la maggior parte di essi risiede al Sud dove non è giusto proporre il modello disviluppo del Nord”. A proposito di Meridione, aggiunge don Operti “non si deve dimenticareche anche in campo economico e imprenditoriale esso é portatore di valori che vannomaggiormente condivisi e incoraggiati pur tenendo conto che la questione della legalitàrende più arduo qualsiasi impegno”. In tale contesto “la Chiesa é chiamata ad operare sulpiano educativo e culturale perchè si superi la rassegnazione e la sfiducia nei confronti diuno Stato che, pur avendo realizzato numerosi e sostanziosi interventi sul territorio, non ériuscito a contribuire alla ripresa sociale ed economica. Occorre che insieme Nord e Sudpartecipino responsabilmente alla costruzione di uno Stato che affronti e risolva i problemicon un serio progetto politico e non con semplici palliativi”.