Il 29° rapporto Censis sulla “situazione sociale del Paese”, presentato oggi a Roma, registrauna società “insicura”, dove “il clima collettivo è segnato da smarrimento ecolpevolizzazione”. Ormai la gente, in maggioranza, non si sente più rappresentata da”nessuno” (il 19% degli intervistati). Tuttavia sopravvivono due istituzioni tradizionali comepunti di riferimento collettivi: la Chiesa e la magistratura. In particolare cresce larappresentatività della Chiesa nel Paese: nel 1992 solo 7 italiani su cento avevano dichiaratodi sentirsi rappresentati dalla Chiesa, oggi questa percentuale è salita al 17,1%. Segue lamagistratura, dalla quale si sentono rappresentati il 13,8% degli italiani. Il Parlamento, chenel ’92 era in cima alla classifica delle istituzioni più rappresentative (per il 17% degliitaliani), oggi è al penultimo posto (6,7%). “La società italiana, nel passaggio dalla Prima allaSeconda Repubblica, ha perso il collegamento tra la base e la testa. – ha commentato ilsegretario generale del Censis, Giuseppe De Rita – La Chiesa è l’unica istituzione ad avermantenuto testa e fondamenti”. Ma a livello di morale individuale, rimane sempre “una zonaprotetta”, afferma il rapporto, entro la quale è il singolo a decidere in assoluta autonomia: è ilcaso dei rapporti prematrimoniali, dei rapporti omosessuali, dell’aborto, dell’eutanasia.