“In Italia i bambini rappresentano solo un oggetto di tutela e si fatica a considerarli soggetti di diritti” – è quanto afferma, in un’intervista al Sir in occasione della pubblicazione del messaggio perla Giornata Mondiale della Pace dedicata ai bambini, Marina D’Amato, della facoltà disociologia dell’Università di Roma e membro del Consiglio degli Utenti presso l’Ufficio delGarante per la radiodiffusione e l’editoria. “Nel nostro Paese non mancano leggi edichiarazioni a tutela dei bambini – continua la D’Amato – ma esse rischiano di diventare unalibi: ci preoccupiamo tanto dell’infanzia ma in realtà, ce ne occupiamo poco”.Con riferimento alla lettera de Santo Padre, la D’Amato sottolinea che in essa vi è “uncontinuo richiamo alla responsabilità degli adulti – governanti, educatori, genitori – a difesadei bambini. E l’autorevolezza di tali richiami – secondo la D’Amato – sta nel fatto che lareligione cristiana è stata la prima, quasi duemila anni fa, a riconoscere i bambini comepersone con la propria identità e soggettualità”.Quanto all’apparente moltiplicarsi delle violenze sui minori, la D’Amato raccomanda di “nonlasciarsi trascinare dall’emotività e dall’esagerazione dei media che ingigantiscono ifenomeni. Su 15 milioni e 500.000 minori presenti in Italia, nel 1994 gli infanticidi sono stati13 e le violenze carnali 156. Sono fatti orribili ma dai giornali sembra che” si realizzino”migliaia di casi come questi.”