Zavoli: “ogni uomo si pone tre domande fondamentali”

E’ stato consegnato ieri sera, a Roma, nella sede dell’Agis, l’unico premio attribuito per il1995 dalla Associazione dei critici radiotelevisivi italiani (Aicret) andato a Sergio Zavoli per latrasmissione tv ‘Credere, non credere’. “Penso che la mia – ha detto Zavoli al Sir – non siastata una trasmissione di genere religioso. Non condurrei mai una rubrica esclusivamentereligiosa perché trovo che questo vorrebbe dire ‘ghettizzare’ il genere, riservandolo a chicomunque non ha bisogno di incentivi per confermarsi nella sua fede. Penso invece che ilsuccesso della mia trasmissione sia consistito nel suo ‘attraversare’ i problemi dell’esistenza,mettendosi in sintonia con l’attesa, che ciascuno vive, di quel qualcosa che conta davvero.La gente – ha aggiunto Zavoli – continua a porsi domande alle quali il mondo dellacomunicazione non dà risposta. Si avverte un grande senso di precarietà, da cui scaturisce ilbisogno, sempre più avvertito, di ritrovare un ‘centro’ delle cose. Si tratta – secondo Zavoli -di un bisogno di credere, di sperare. Non intendo – ha detto – quella speranza eterea che noncosta nulla, ma una speranza ragionata intorno alle grandi questioni ‘Chi siamo? Da doveveniamo? Dove andiamo?’, che sono le tre domande fondamentali che ogni uomo si pone.”Nel corso della cerimonia sono stati assegnati premi a Giampiero Gamaleri, al criticoGianluca Nicoletti e a Gianfranco Pedullà; al regista Gianni Amelio è andato il premio “LaNavicella” alla memoria di Sergio Trasatti, presidente dell’Ente dello Spettacolo.