Glendon: “Sulla libertà religiosa gli Usa si comportano come i Paesi comunisti”

E’ in sintesi quanto emerso dalle parole di Mary Ann Glendon, già capo-delegazione per laSanta Sede alla Conferenza di Pechino, e di Kevin Hasson, fondatore del Becket Fund forReligious Liberty, intervistati dal Sir a Roma in occasione della presentazione del convegnointernazionale su “Secolarismo e libertà religiosa”, organizzato dal Pontificio Ateneo ReginaApostolorum e dal Becket Fund. “Per i legislatori americani – ha detto la Glendon – il credoreligioso è un affare privato e non deve avere nessuna influenza sugli affari pubblici. Ilsecolarismo negli Stati Uniti si presenta sotto la bandiera del progresso e della modernità, ètollerante con la libertà religiosa personale, ma ostile alle associazioni e alle istituzionireligiose tanto da costringere queste ultime, se portano avanti programmi sociali, adidentificarsi come strutture di credo religioso. Una scelta che ha come conseguenza laperdita degli aiuti che lo Stato elargisce invece agli altri ospedali, scuole e ospizi”.Hasson, riferendosi ad una causa perduta in prima istanza dal Becket, ha raccontato che “inuna piccola città del New Jersey le manifestazioni religiose pubbliche sono state vietate ameno di andare sotto la dizione di attività culturali e con l’obbligo di non manifestare consimboli religiosi di alcun tipo”.