La Gioventù Operaia Cristiana (Gioc), che celebra il suo X Congresso Nazionale a Bellaria(Rimini) dall’ 8 al 10 dicembre, chiede che si rispettino le regole della formazioneprofessionale e dell’apprendistato. Nel corso del congresso proseguirà la raccolta di firmeper la “formazione sul lavoro” e si discuterà anche dell’inchiesta sulla formazioneprofessionale svolta in collaborazione con alcuni docenti dell’Università di Bologna. “Ciò dicui si lamentano di più i giovani in contratto di formazione – ha detto al Sir Stefano Rivolta,vicepresidente nazionale della Gioc – è la richiesta da parte dei datori di lavoro di estremadisponibilità e flessibilità, che si traduce in orari gravosi, straordinari non pagati eccetera”.Questa situazione trasforma in un impatto negativo l’incontro di molti giovani con il mondodel lavoro, mentre “la formazione può rappresentare una risorsa per un lavoro più giusto edignitoso”. Per questo la Gioc ha stilato una richiesta in 10 punti diretta ai ministri del Lavoroe della Pubblica Istruzione, nella quale si chiede tra l’altro “una formazione reale per chi èapprendista, definendo programmi formativi e costi extra-aziendali, ed inoltre un sistemaformativo più flessibile che offra maggiori opportunità a chi lavora e voglia riprendere glistudi, istituendo così un miglior rapporto tra mercato del lavoro e sistema scolastico”.