Mani Tese lancia campagna contro il lavoro infantile nel mondo

“Sono circa 200 milioni i bambini tra i 5 e i 14 anni costretti oggi a lavorare, in condizionispesso disumane e in qualche caso addirittura ridotti in schiavitù, per mantenere le famigliein varie parti del mondo. Il fenomeno è in crescita e occorre fare qualcosa. Per questoabbiamo pensato a una campagna di sensibilizzazione e aiuto”: con queste parole SilviaFerrari di “Mani Tese”, illustra al Sir la proposta di raccolta fondi in favore di bambinilavoratori da strappare alle fabbriche e reinserire nelle scuole. “Sembra impossibile, ma neipaesi in via di sviluppo con 600 lire al giorno si può assicurare una integrazione di redditofamiliare e pagare le spese scolastiche. 220 mila lire l’anno di offerta – aggiunge SilviaFerrari – salvano un bambino dallo sfruttamento e dall’ignoranza. Per questo ci stiamomobilitando insieme ai circa 500 nostri attivisti presenti in tutta Italia. Benchè il problema siaimmenso, contiamo di rispondere almeno a una prima decina di progetti. Si tratta però di unacampagna che oggi prende il via e molto probabilmente non avrà fine, perchè con l’avanzaredella povertà il problema si amplifica e non solo in Asia, Africa e America Latina, ma ancheda noi, in Europa, in Russia, persino negli Usa”. La strategia di “Mani Tese” consiste nelperseguire l’autosufficienza economica dei nuclei familiari, per far sì che i bambini sianomandati a scuola e non al lavoro.