APPELLO DEI CAMILLIANI A MEDICI E INFERMIERI: “NON UCCIDETE LA SPERANZA DEI MALATI”.

Siconclude oggi a Roma il convegno organizzato dall’Istituto internazionale di teologia pastorale sanitaria dei religiosicamilliani, intitolato “Speranza dove sei? Le immagini della speranza nel mondo della salute”. Il prof. Luciano Sandrin,psicologo, ha raccomandato di “non uccidere la speranza per aiutare l’ammalato a guarire”. Aiutare il malato a sperare, haspiegato Sandrin, non significa raccontargli “fumose bugie”, bens dare “alla diagnosi di una malattia seria un senso di’sfida’, piuttosto che di nere previsioni, riconoscendo al malato un ruolo attivo e mobilitando cos in lui tutta una serie dirisorse insperate”.A questo scopo, mons. Jos‚ Saraiva Martins, Segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, nelle conclusionidel convegno, indica l’urgente necessit… della “formazione del personale sanitario”. Una formazione che dovrebbe essereinterdisciplinare, cos da armonizzare le diverse competenze di medici, infermieri, psicologi, per promuovere il benesseredella persona malata dal punto di vista non solo biologico, ma anche psicologico e spirituale. Un posto essenziale inquesto lavoro di ‚quipe, sottolinea Martins, va perci• riservato ai cappellani ospedalieri: anch’essi devono esseredisponibili ad aggiornarsi e a lavorare d’intesa con il personale sanitario.