proporzioni inusitate per milioni di cittadini, di ogni ceto sociale”.DATECI UNA MANO, STRAPPATECI DA QUESTO CLIMA DI TERRORE – Il vescovo di Novara, mons. Renato Corti, da poco rientrato da un viaggio in Burundi dove si recato a far visita a due missionari novaresi “fidei donum”, che sono impegnati nel piccolo paese africano, ha portato un drammatico messaggio di uno di loro, don Carlo Masseroni. “Aiutateci, viviamo nella paura. Abbiamo tutti paura – scrive il prete missionario – I tutsi hanno paura di altri momenti di pazzia collettiva come quello dell’ottobre del 1993. Gli oltre 400 mila sfollati all’interno del paese temono le bande armate che possono venire anche dalla Tanzania e dallo Zaire. Gli hutu temono rappresaglie da parte dei militari”. Il rischio di una ecatombe come quella rwandese incombe sul Burundi, dice don Masseroni, o occorre fare qualcosa. Nel suo appello al Papa, ai governanti e a tutti gli uomini di buona volont…, il sacerdote fa eco al messaggio dei Vescovi del Burundi che proprio recentemente hanno rivolto un appello alla riconcilizione nazionale. Nei primi mesi del ’95, dicono i vescovi, altre vittime hanno allungato la lista dei tanti uccisi e tra di essi anche religiosi e religiose, l’ultimo dei quali l’abate Zacharie Nduwimana. Secondo i vescovi burundesi il momento di tornare al cuore della parola di Dio e al suo divieto assoluto di uccidere.