“Elaborare un progetto culturale di chiara matrice cristiana, per rispondere alle nuove sfide del nostro tempo, una preoccupazione presente non soltanto nei vertici della gerarchia ecclesiastica, ma condivisa da tutti i vescovi, soprattutto nel cammino di preparazione al Convegno di Palermo”. Lo ha detto mons. Dionigi Tettamanzi durante la prima conferenza stampa della XL Assemblea della Cei, sintetizzando gli interventi sulla prolusione del card. Ruini ascoltati fino a quel momento. Il progetto culturale della Chiesa, ha precisato il vescovo rispondendo alle domande dei giornalisti, “non vuole essere un tentativo maldestro di supplire ad un fallito progetto politico, ma risponde ad un’esigenza pastorale, quella di ripensare le ragioni della politica”. La cultura, insomma, “ premessa necessaria e indispensabile alla politica, ma non si identifica con essa, in quanto occupa un ambito molto pi vasto”. L’esigenza culturale ed educativa, in campo politico, molto sentita dall’episcopato: “c’ bisogno di una progettualit… politica, per evitare che quest’ultima si trasformi in una semplice programmazione di cose da farsi. Occorre educare al fare politica, nell’ottica del massimo rispetto della persona e del servizio al bene comune, che deve prevalere sugli interessi di parte”. A questo scopo, ha sottolineato Tettamanzi, c’ bisogno di “unificare il pi possibile la cultura cattolica, spesso molto frammentata. In ambito politico, importante favorire luoghi e momenti di incontro tra i cattolici impegnati nella costruzione del bene comune per l’approfondimento di linee operative comuni. In una storia che cambia, bisogna trovare forme di collegamento nuove: nella distinzione tra Chiesa e politica, affermata nella Gaudium et Spes, l’impegno dei vescovi deve essere quello di educare al discernimento, offrendo orientamenti alla libert… e responsabilit… di ciascuno”.