Questo il commento del Sir che pubblica oggi una nota in cui si afferma che “l’opinione pubblica europea deve esigere che anche le Cancellerie facciano la loro parte, dimostrino nei fatti quella volont… di portare la pace che tutti invocano a parole”.Purtroppo, sottolinea ancora il Sir, “l’attuale recrudescenza della guerra in Croazia era ampiamente prevista” e, mentre “i leaders delle grandi nazioni e le organizzazioni internazionali sono impastoiati nelle loro contraddizioni”, solo “il Papa ha levato il suo grido e la sua preghiera per la pace”.Giovanni Paolo II, ricorda il Sir, “era pronto ed pronto a partire per Sarajevo per portare la testimonianza che fare qualcosa possibile se si prende risolutamente la parte dei valori e dei diritti dell’uomo, di ogni uomo, senza barriere di razza, religione, di nazionalit…”. Anche se quel viaggio non stato possibile “il Papa continua a pregare, continua a fare tutto quello che pu fare , con la sola forza del Vangelo”.Ricordando che Giovanni Paolo II celebrer… l’11 giugno in San Pietro una solenne liturgia per ricordare la fine della seconda guerra mondiale, il Sir aggiunge che questo sar… “un altro modo concreto per mettere tutti di fronte alle loro responsabilit… ed alle loro coscienze” perch “nel gorgo balcanico rischia di essere definitivamente trascinata quell’idea di Europa come punto di riferimento di sviluppo politico e civile nata cinquanta anni fa sulle rovine fumanti di una guerra selvaggia” .