“La scelta di mandare in onda un film-documento che mostra l’esecuzione della richiesta di eutanasia da parte di un medico, lungi dal costituire un’occasione per discutere del problema, rappresenta in realt… l’attuazione di una ben nota strategia che ha l’obiettivo di arrivare alla legalizzazione di una prassi sommersa” – avverte Antonio G. Spagnolo, dell’Istituto di bioetica dell’Universit… Cattolica del S. Cuore di Roma, in relazione alle immagini mandate in onda ieri sera dalla trasmissione televisiva “Mixer”. “Dapprima si mettono in risalto i casi pietosi – continua Spagnolo – poi si sottolineano le miti sentenze dei giudici nei casi di autodenuncia da parte di chi ha praticato l’eutanasia, quindi si propongono in Parlamento legislazioni che disciplinino la pratica. La discussione del tutto superflua: il giornalista dice la sua opinione, il laico riafferma il suo diritto alla autodeterminazione, il sacerdote richiama i principi religiosi. E, ancora prima, una buona campagna informativa crea curiosit…, fa audience. Chi ne esce profondamente sconfitto – conclude Spagnolo – il medico: egli, che, per la sua professione dovrebbe accompagnare il malato anche nelle condizioni pi penose, finisce per soccombere alla scelta dell’eutanasia, condividendo l’intenzione suicida di un altro ed aiutandolo a realizzarla. E’ lo svilimento morale cui va incontro la professione medica ed l’inizio di un’eclissi progressiva del rispetto per al vita e per la persona”.