Š URGENTE UN GEMELLAGGIO TRA PARROCCHIE DELLA BOSNIA E DELL’ITALIA.

E’ quanto ha ribadito mons. Pero Sudar, vescovo ausiliare di Sarajevo, in occasione della ‘Festa della pace’ conclusasi ieri a Sedilis, in provincia di Udine.Il vescovo ha chiesto aiuto per “salvare quella piccola Europa della convivenza tra cattolici, ortodossi e musulmani che Š la Bosnia-Erzegovina, che con la guerra rischia di scomparire”. Questa speranza, secondo mons. Sudar, pu• essere tradotta in realt… “solo attraverso gemellaggi tra le parrocchie di Sarajevo e altrettante comunit… italiane”. Delle 144 chiese e strutture parrocchiali di Sarajevo, 57 sono state letteralmente annientate dai serbi che hanno ridotto in macerie 397 edifici ecclesiastici, mentre altri 217 sono stati distrutti dai musulmani. “I cattolici – ha detto il vescovo – cacciati come animali selvatici, se ne vanno. Erano circa 528.000 prima della guerra, ne sono rimasti poco pi— di 200.000. Gran parte dei sacerdoti, invece, Š rimasta: 288 su 345, per testimoniare che in Europa Š ancora possibile la convivenza. Ma c’Š forte pressione su quelli che sono rimasti nelle zone musulmane perch‚ se ne vadano. E’ la logica della pulizia etnica”. La proposta di gemellaggio Š stata subito condivisa e rilanciata da mons. Alfredo Battisti, arcivescovo di Udine e responsabile della Caritas del Triveneto.