dichiara mons. Alfredo Maria Garsia, vescovo di Caltanissetta e presidente della Commissione Ecclesiale Cei per le migrazioni. “Questi nostri connazionali lontani – continua mons. Garsia – hanno voglia d’Italia, provano nostalgia per la loro patria. E’ quindi pi che opportuno che essi abbiano l’opportunit… di eleggere dei rappresentanti che portino la loro voce nel nostro Paese. E’ anche per questo che non concordo con la decisione di ridurre il numero di seggi inizialmente previsti per questa rappresentanza: all’interno del nostro ordinamento, in cui continua a valere la legge dei numeri, pochi seggi comportano avere una voce pi ‘fievole’. Insomma, occorre ridonare la patria a questi italiani che sono lontani. La loro appartenenza al nostro Paese ci onora: il lavoro dei nostri connazionali all’estero ha giovato all’economia delle comunit… in cui si sono trasferiti, oltre che migliorare le loro personali condizioni economiche. Molti di loro, adesso, sono davvero affermati. Tutte queste considerazioni – conclude mons. Garsia – eliminano qualsiasi polemica sul fatto che non si abbia diritto ad essere rappresentati se non si paganole tasse; si tratta di una polemica futile, dal momento che gran parte dei guadagni degli emigrati italiani sono stati reinvestiti, per l’appunto, in Italia.”