Oggi, aprendo i lavori del congresso mondiale dell’Unione cattolica internazionale della stampa a Graz, il card. Carlo Maria Martini ha anche affrontato la questione dei “gadget”. “Questa semplice iniziativa di propaganda – ha detto il cardinale – rischia di diventare una vera lotta che fa dimenticare il primato dell’informazione corretta a tutto vantaggio di chi ha pi denaro e pi potere economico per eliminare l’avversario”.I “gadget”, secondo l’arcivescovo di Milano, “sono un segno della mancanza di regole per una concorrenza leale nel campo dell’informazione. Il bene fondamentale da assicurare, invece, la pluralit… e la trasparenza delle fonti di informazione, la libert… dai condizionamenti che minacciano di sottomettere la comunicazione sociale al gioco dei poteri economici e politici. A causa di questa sottomissione, di questo assoggettamento, la violenza si introduce in maniera sottile nei rapporti in seno al mondo dell’informazione. Cos, la regola non pi quella della verit… ma diventa quella della forza, del denaro, del potere”.La “regola”, ha concluso il cardinale, “dovrebbe essere invece quella di lavorare in comunione gli uni con gli altri”. Il giornalista, infatti, “partecipa ad un’opera comune, il cui successo e la cui qualit… dipende dallo sforzo di tutti. Bisogna allargare l’alleanza tra tutti coloro che hanno a cuore un’informazione corretta e la crescita di buone relazioni tra gli uomini”.