“non si tratta di trovare un capro espiatorio ma di educare alla legalità”. Così don MarioOperti, direttore dell’Ufficio problemi sociali e lavoro della Cei, commenta la questione deifalsi invalidi impiegati nei Pubblici Uffici. “In Italia, abbiamo la malsana abitudine di cercarecapri espiatori. Il problema non è tanto se abbia sbagliato di più chi ha creato questo sistemao chi, magari costretto, lo ha accettato: la democrazia non può reggersi su capri espiatori,ma deve fondarsi su valori interiorizzati dalle coscienze. Chi ha sbagliato deve pagare, maquello che occorre è soprattutto la formazione preventiva e l’educazione alla legalità.””A monte – continua don Operti – c’è anche un problema occupazionale; tuttavia, in nomedella disoccupazione non si può giustificare l’ingiustizia. Deve essere chiaro che mai il finegiustifica i mezzi. E non bastano dichiarazioni di principio; né gli atteggiamenti scandalisticitenuti in questi giorni da certa stampa contengono qualcosa di costruttivo. La sfida vera è ditipo educativo e deve cominciare dalle scuole che, sinora, non hanno certo fornitoun’educazione alla legalità. E’ questa l’unica maniera di rispondere ai reali problemi dellepersone”