Asia News: il ’96 si apre all’insegna della repressione religiosa in Cina

In una conferenza nazionale svoltasi ieri, l’Ufficio Affari Religiosi (Uar) cinese ha riaffermatola necessità di rafforzare il controllo sulle istituzioni religiose attraverso la registrazione deiluoghi di culto e la promozione di giovani membri della Chiesa ufficiale patriottica. Ne dànotizia oggi l’agenzia Asianews, aggiungendo che nel corso dell’incontro il consigliere diStato per gli Affari delle Nazionalità, Ismail Amat, ha chiesto una “severa repressione,secondo la legge”, contro coloro che “usano la religione per dividere il paese”.L’obbligo della registrazione dei luoghi di culto, denuncia Asianews, deriva da una normativavarata nel 1994, che mira ad eliminare tutte le cosiddette “chiese domestiche”, cioè quellecomunità di fedeli che, rifiutando il controllo dello Stato sulle chiese, si incontrano in case oin edifici privati per pregare. Negli ultimi anni, secondo Asianews, molti cinesi si stannoavvicinando alla fede cristiana e a quella buddista, taoista e musulmana, mentre è sceso al20% (soprattutto nelle campagne) il numero di coloro che si dichiarano comunisti. Nel 1995diversi preti, suore, laici e missionari protestanti sono finiti in prigione o scomparsi perchéscoperti mentre celebravano la messa od organizzavano incontri di preghiera in luoghi nonautorizzati.