Alla vigilia della settima giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolicied ebrei che si celebrerà domani 17 gennaio, è stato reso noto il messaggio dell’arcivescovomons. Giuseppe Chiaretti, presidente del Segretariato Cei per l’ecumenismo e il dialogo.Mons. Chiaretti richiama l’attenzione sul trentesimo anniversario della promulgazione delladichiarazione ‘Nostra Aetate’ del Concilio Vaticano II. Questo documento, afferma mons.Chiaretti, è stato “un prezioso strumento per far crescere la conoscenza tra ebrei e cristiani,intensificare il dialogo reciproco, creare un clima di vera fraternità.” Mons. Chiaretti sidichiara “grato a Dio per la svolta irreversibile”, avvenuta in questi anni, “dal rifiuto al rispettoe all’accoglienza a reciproca”. Ma, osserva l’arcivescovo, “le difficoltà, soprattutto culturali epsicologiche, sono ancora molte e gravi. Quel che è avvenuto, non è ancora sufficiente adestirpare il demone dell’antisemitismo; tuttavia, è un chiaro segnale che occorre procederesenza indugi.” Mons Chiaretti aggiunge che “una migliore comprensione dell’ebraismo, ‘santaradice’ da cui deriva anche il grande fiume del cristianesimo” è indispensabile “per la nostraidentità di cristiani, per ritrovare nella comune rivelazione biblica le tracce eloquenti dellavolontà di Dio” e si unisce a Giovanni Paolo II nell’auspicare “grata apertura a quelle religionii cui rappresentanti volessero esprimere la loro attenzione alla gioia comune di tutti idiscepoli di Cristo.”