Scade oggi il decreto legge 489/95 sull’immigrazione. La Fondazione Cei Migrantes speranella riconferma ma rivolge al Governo alcune proposte di modifica. In particolare chiedeche norme in materia di ingresso ed espulsioni vengano riviste, perché le attuali “rischiano diporre in discussione garanzie costituzionali e diritti umani fondamentali”. Inoltre suggerisce di”consentire la regolarizzazione di coloro che sono in grado di produrre un reddito, da fontilecite, sufficiente al prorio sostentamento”, anche se compiono “lavori saltuari o attività dicommercio”. Ed inoltre “sopprimere o ridurre la quota di contributi previdenziali da anticipareall’atto dell’assunzione”, perché tali norme ostacolano la regolarizzazione.Inoltre “prevedere il rilascio di un permesso di lunga durata al lavoratore che procedaall’autodichiarazione, denunciando la propria eventuale condizione di sfruttamento;consentire la regolarizzazione dei familiari di stranieri regolarizzati; introdurre la possibilità diautocertificazione relativa all’identità ed al grado di parentela, per la difficoltà di ottenere pertempo documenti dal Paese di origine; limitare l’esclusione dai benefici dellaregolarizzazione al caso di straniero condannato di recente a pene detentive di rilevantedurata”.