“Se fino a ieri era tabù parlare di sesso, oggi è diventato un tabù parlare di castità comevirtù”: lo ha detto mons. Elio Sgreccia, Segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia,intervistato dal Sir in occasione di un incontro internazionale promosso dallo stesso dicasterovaticano sul documento “Sessualità umana: verità e significato. Orientamento educativi infamiglia”. “Per la Chiesa – ha continuato Sgreccia – è necessario rompere questo tabù eparlare, intendendo la castità non come repressione, ma come trasparenza e pienezzadell’amore inteso come dono di sé. Questa ‘energia positiva’ è ciò che consente e consentiràai giovani di avviare una loro famiglia e di portare ad essa non il residuo di uno sperperoprematuro, ma la pienezza di un dono”.Secondo il Segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia, “nonostante quello chescrivono i giornali, ci sono oggi molti segnali di un disagio: si è preso coscienza che i giovanisono stati privati di un messaggio forte. Per questo occorre ribadire con forza, in continuitàcon il magistero della Chiesa, che la sessualità umana è un valore che riguarda tutta lapersona: l’antropologia cristiana presuppone il rispetto della corporeità, concepita appuntocome ‘epifania’ di tutta la persona”.