“Malgrado tutto, il cittadino ha ancora fiducia nella giustizia”

Lo ha detto al Sir Francesco Mario Agnoli, presidente di sezione presso il Tribunale di Ravennae già membro del Consiglio Superiore della Magistratura (Cms). “Malgrado le lungaggini deiprocessi, soprattutto di quelli civili che durano in media 8 anni, non si rinuncia ai propri dirittied il numero della cause è in aumento. La durata dei processi – ha aggiunto Agnoli – è unadelle conseguenze del garantismo del nostro sistema giudiziario; esso ha alcuni aspettipositivi perché permette diversi gradi di giudizio e consente di emettere una sentenza’elaborata’ che non dà solo ragione o torto ma spiega anche i motivi della decisione. Sipotrebbe risolvere il problema ‘allargando il collo della bottiglia’, aumentando cioè il numerodi cause che ogni magistrato tratta in un anno. Questo sarebbe possibile se ogni giudiceavesse un proprio Ufficio, come succede in Cassazione, con uno staff in grado diraccogliere gli elementi necessari all’emissione del giudizio”.Quanto ai rapporti tra politica e magistratura, Agnoli ha detto che “una vera separazione trale due dimensioni sarà possibile solo se i magistrati si sforzeranno davvero di fuggire certetentazioni e lusinghe; di sicuro non guasterebbe una maggiore vigilanza da parte del Csmma, soprattutto, occorrerebbe che il magistrato potesse avere una maggiore preparazione,sotto il profilo etico, soprattutto all’inizio della sua carriera. Di Pietro, per esempio, stapagando adesso le leggerezze commesse, da giovane magistrato, a Milano”.