A Padova una Casa per gestanti sieropositive

Molto probabilmente non sarà possibile arrivare all’inaugurazione di “Casa Sant’Antonio”entro la data del 4 febbraio, Giornata per la Vita, ma lo spirito che informa l’iniziativadiocesana è di offrire il segno di un valore che supera tutti gli altri: quello della tutela dellavita ad ogni costo. “Casa Sant’Antonio”, destinata ad accogliere gestanti sieropositive che sitrovano in difficoltà e non vogliono abortire, rappresenta l’impegno della diocesi di Padova,che nella persona del vescovo mons. Antonio Mattiazzo per primo ha voluto questarealizzazione. Inoltre, vi hanno contribuito la Caritas diocesana, un istituto, proprietariodell’immobile, i frati del Santo, che sosterranno metà della spesa come opera di carità aricordo del centenario antoniano, le suore Elisabettine, che la gestiranno, e il Movimento perla Vita. Scopo dell’iniziativa è di dimostrare che, anche in presenza dell’Aids, come lascienza sembra dimostrare, ci sono alte possibilità (86%) che i bambini concepiti nascanosani e che quindi è quanto mai lodevole e meritorio aiutare le madri che non voglionoabortire, ma confidano nella Provvidenza. Una delle operatrici Caritas sentite dal Sir ha dettoche il rischio è che l’opinione pubblica pensi a una specie di “lazzaretto”. “Qui, invece, c’è ingioco il valore della vita, che è il più alto”.