Questa è la tesi sostenuta nell’editoriale del prossimo numero di “Communio”, rivistainternazionale di teologia e cultura, interamente dedicato ai rapporti tra ordine politico elaicità. “Il Governo della cosa pubblica – si legge in ‘Communio’ – è affidato agli uomini percreare le condizioni di una serena convivenza e del rispetto dei diritti fondamentali. Questalaicità della società civile, che assicura pari opportunità a credenti ed atei, non va messa indiscussione. Benché affiori qua e là la nostalgia per il regime di cristianità – osserva’Communio’ – esso è definitivamente tramontato e non appare azzardato vedere nel tramontodel partito dei cattolici, così come ebbe a dire Paolo VI della fine del potere temporale, undisegno provvidenziale. Resta però la fede cristiana e l’obbligo di testimoniarla:nell’aspirazione al soprannaturale, vi è la tensione per la costruzione di una città in cuiognuno si senta libero, rispettato ed amato”.”Non si tratta – afferma ‘Communio’ – di rivendicare il passato, quanto di riproporre unpensiero razionale di costruzione, un fondamento all’agire individuale e sociale” basato su unsenso “morale” e sul “dovere reciproco della comprensione e un comune impegno per lacostruzione di un ordinamento politico giusto e umano”. Tra i numerosi i contributi al numero,quello del card. Ratzinger e di Joaquim C. Goncalves, dell’Università Cattolica di Lisbona.