Rappresentanti di tutte le confessioni cristiane, provenienti da 20 Paesi, hanno partecipato alconvegno “Il significato di Gerusalemme per i cristiani e dei cristiani per Gerusalemme”promosso dall’istituto teologico “Sabeel”.”Il senso della nostra iniziativa – ha dichiarato all’agenzia Nev, l’anglicano Naim Ateek – é nellevare una voce profetica sul futuro di Gerusalemme, una città che appartiene alla storiamorale, civile e spirituale di due popoli e di tre religioni. Per questo Gerusalemme deveessere condivisa: non può essere solo ebraica, così come non può essere solo islamica osolo cristiana”.Nel corso del convegno in corso a Gerusalemme è stata espressa preoccupazione per ildeclino della presenza cristiana nella città santa. Questo calo, ha affermato il sociologoBernard Sabella dell’Università di Betlemme, “impoverisce il mosaico culturale e religioso diquesta terra”. Soffermandosi sul processo di pace avviato nella regione e “che potrà favorireanche un riequilibrio tra le diverse comunità religiose”, Feisal Husseini capo delladelegazione che ha negoziato i primi accordi di pace, ha aggiunto. “Il futuro di Gerusalemmepotrà essere un sole che sorge o un grande buco nero. Personalmente penso che selavoreremo bene potrà essere un sole che nasce”.