Caritas: coordinamento nazionale per aiutare le prostitute immigrate

E’ una delle proposte emerse nel corso del seminario di studi “Donne immigrate: ruolo,problemi e prospettive”, svoltosi nei giorni corsi a Fognano di Brisighella (Ravenna) epromosso dalla Caritas. “La più parte delle immigrate che si prostituiscono sono costrette afarlo perché vittime di racket e di agenzie malavitose – si è detto corso del dibattito. Puressendo già molti Organismi religiosi impegnati nel recupero di queste donne, i partecipantial convegno hanno perciò espresso l’auspicio che “sia avviato un coordinamento nazionale,che riesca ad attivare anche la Chiesa di altri Paesi affinché aiuti” queste donne “ad evitaredi affidarsi a quanti promettono un illusorio ‘Paradiso'”.Sul fronte del lavoro, Maurizio Ambrosini e Graziella Favaro, dell’Università di Milano, hannorilevato che “difficilmente la donna immigrata si trova in situazione di marginalità, poiché peressa il mercato del lavoro è più accessibile. Nell’88% dei casi – hanno aggiunto i due relatori- si tratta però di lavoro di tipo domestico. Ciò rileva da un lato la rigidità dell’inserimentolavorativo e sociale in cui essa si trova imbrigliata e la conseguente difficoltà di accedere adun ruolo professionale e sociale che valorizzi le sue eventuali capacità in altri campi;dall’altro, il fatto che, per numerose famiglie italiane, è importante e necessaria la presenzadelle lavoratrici immigrate per l’assistenza a bambini ed anziani.”