“La capacità di pensare teologicamente alla storia dell’uomo” e quindi di elaborare un”progetto culturale in vista dell’animazione cristiana della città terrena” sono gli elementi difondo indicati dal prof. Giuseppe Dalla Torre, rettore della Libera Università Maria SS.Assunta di Roma e presidente dell’Unione Giuristi Cattolici, durante l’assemblea generaledella Consulta nazionale delle aggregazioni laicali. Secondo Dalla Torre, infatti, come èemerso dal convegno di Palermo “l’impegno culturale è la prima priorità cui deve guardare laChiesa italiana”, sforzandosi di “elaborare una nuova cultura che parta da una nuovateologia, non più prevalentemente funzionale alla formazione del clero, ma orientata almondo, alla storia dell’uomo”. Una cultura teologica di questo genere potrebbe divenire “unparadigma da proporre con la fiducia che l’Incarnazione non è avvenuta invano”.Anche don Angelo Sceppacerca, della Segreteria generale della Cei, intervenuto comerelatore, ha messo in luce l’importanza del “progetto culturale” che “non è da intendere – hadetto – come un testo preconfezionato da mettere in mano ai cristiani, ma come un processoaperto e dinamico con il quale la Chiesa italiana si immerge nella storia del Paese allaricerca del bene di tutti e di ciascuna persona”.