Card.Biffi: la verginità non e’ “pura follia”

“Soltanto in una cristianità che custodisca e onori la condizione verginale è possibile che ilsesso, la vita sponsale, l’istituto del matrimonio si salvino dalla corrosione delle molte edelaborate insipienze che imperversano ai nostri giorni”. Così si è espresso il CardinaleGiacomo Biffi, Arcivescovo di Bologna, intervenendo oggi a Roma al Convegno organizzatodal Centro Nazionale Vocazioni sul tema “Verginità per il Regno. Vocazione all’amore”. “Ainostri giorni è più attuale e urgente che mai – ha affermato il Cardinale – tornare a presentarecon energia questa componente rivoluzionaria del Vangelo del Regno, perchè ridoniequilibrio a un’umanità che in questo campo è largamente dissestata”.Secondo il Cardinale è una “cultura schiava della menzogna e condannata alla maledizionedell’insignificanza” quella che, nella società di oggi, ritiene l’attività sessuale “un’assoluto”senza “leggi né finalità, che non ha ragion d’essere oltre il suo stesso esercizio”. “La verginitàconsacrata riconduce il rapporto sessuale alla sua giusta misura – ha osservato – e alla suaindole essenzialmente relativa: relativo cioè all’amore, del quale deve essere conseguenza emanifestazione, e alla vita, alla cui trasmissione deve essere aperto”.Sono, questi, i termini di una sfida alla cultura contemporanea, spesso incapace dicomprendere la natura soprannaturale di un valore che “eccede ogni esperienza mondana”.”E’ perfettamente normale che essa, dai non credenti, sia percepita come pura follia” haprecisato. Proprio perchè la ricchezza della Chiesa si identifica nella verginità consacrata enel celibato sacerdotale, il Cardinale Biffi ha auspicato, inoltre, che in ogni diocesi, accantoalle celebrazioni pubbliche delle ordinazioni presbiterali e diaconali, venga dato maggiorerilievo alle liturgie delle professioni perpetue.