Partirà domani la delegazione Cei in visita a Sarajevo, guidata dal card. Camillo Ruini e da mons. Ennio Antonelli, rispettivamente Presidente eSegretario Generale della Cei. “La Chiesa italiana si reca in visita a Sarajevo – ha dettomons. Antonelli alla vigilia della partenza – per testimoniare la sua solidarietà spirituale edeconomica a tutta la popolazione di questi territori e, in particolare, alla comunità cattolica.Quest’ultima è minoritaria nel Paese e si sente isolata. La presidenza della Cei – ha aggiuntomons. Antonelli – va a Sarajevo anche per tenere desta l’attenzione delle comunità ecclesialisu questo problema. Adesso, infatti, con la pace che fortunatamente sta crescendo, c’è ilrischio che l’attenzione diminuisca”.Quanto agli aiuti umanitari, mons. Antonelli ha detto che “sinora si è badato soprattutto alleemergenze – cibi, vestiti, medicinali – ma da ora in poi si penserà alla ripresa del Paese conl’avvio di progetti di sviluppo, tra cui, anzitutto, scuole attraverso le quali cominciare arealizzare l’integrazione tre le diverse culture ed etnie e poi strutture sanitarie, centri sociali emicroprogetti di ripresa economica. Questi progetti saranno avviati su suggerimento deivescovi della conferenza episcopale della Bosnia-Erzegovina. La Cei è pronta a parteciparecon alcuni miliardi, che provengono dai fondi dell’otto per mille. Gli aiuti verranno gestiticoncretamente attraverso la rete delle Caritas, sotto la supervisione del Comitato dell’ottoper mille. Sinora sono già stati forniti aiuti per circa 20 miliardi.”