Il 27 e 28 gennaio scorsi, a Roma, si sono riuniti 140 presidenti diocesani di Azione Cattolicaper riflettere sui risultati del Convegno di Palermo e sul seguito che ad esso vuol darel’associazione. I presidenti di Ac hanno rilevato come il Convegno di Palermo abbia presoatto della pluralità di posizioni politiche dei cattolici. A questo punto, ha detto il presidentenazionale, Giuseppe Gervasio, “il problema nodale che abbiamo di fronte è quello diriagganciare etica, cultura e politica; è quello di vitalizzare la democrazia non riducendolasoltanto ad un sistema procedurale che regola la convivenza, ma dandole una rilevanzasostanziale come valore”.La politica, oggi, hanno detto i presidenti diocesani di Ac, ha bisogno di riaprirsi “al dialogocon il Paese, con il tessuto vivo della società: per verificarsi, per trarre orientamento. Questoperché il sistema democratico richiede grande capacità di dialogo e il rifiuto di modi e stili diuna politica spettacolo che, in luogo di una crescita reale e diffusa di partecipazionedemocratica, si affida all’ingannevole ricerca di leader e a riduttive forme plebiscitarie”. Perl’associazione, l’impegno è quello di “sviluppare un modello di Azione cattolica più estroversoe incisivo, sulla linea dell’annuncio e del dialogo”.