Lo ha riaffermato oggi mons. Ennio Antonelli, Segretario Generale della Cei, nel corso dellaconferenza stampa di presentazione del comunicato finale del Consiglio episcopalepermanente tenutosi a Roma nei giorni scorsi. “La fine dell’unità partitica – ha aggiuntomons. Antonelli – è ormai un dato di fatto ma essa non deve diventare una diasporaculturale. I vescovi, d’altra parte, sono consapevoli della gravità della situazione politica, nonsono però pessimisti e ritengono possibile il superamento della crisi se tutti gli sforzi e iprogetti saranno orientati al bene comune. Le energie morali, culturali e sociali nonmancano. Il contributo dei cattolici, presenti in diversi schieramenti politici, non dovràmancare e sarà tanto più efficace e qualificato quanto più sapranno confrontarsi insiemesulle indicazioni della dottrina sociale della Chiesa ed agire con coerenza”. Sul convegno diPalermo il Segretario Generale della Cei ha detto che “sta continuando nelle diocesi, nelleparrocchie e nelle diverse aggregazioni di fedeli”. In questa esperienza, ha aggiunto,prenderà sempre più forma il “progetto culturale orientato in senso cristiano che non é undocumento, ma un processo da attivare continuamente sia a livello di cultura alta sia a livellodi cultura vissuta”. Infine un richiamo alla presenza dell’Italia in Europa: “un tema che aPalermo è rimasto in ombra ma che invece occorre tenere molto presente”. Una delegazionedella Chiesa italiana, formata dai cardinali Ruini, Martini e dai vescovi Chiarinelli, BerniniAgostino e Antonelli parteciperà al simposio europeo su “Religione come fatto privato ecome realtà pubblica” che si terrà a Roma in ottobre.