“La visita della Chiesa italiana a Sarajevo è stata un segno dell’amore di Dio”

Commentando la visita della delegazione della Chiesa italiana, l’arcivescovo di Sarajevo,card.Vinko Puljic, ha detto: “Ovunque si manifesta l’amore si manifesta Dio. Questa visita èstata una manifestazione di Dio perché è stata una testimonianza di amore della Chiesaitaliana per la nostra Chiesa”. “La guerra non è stata solo una guerra per il territorio – haaggiunto mons. Pero Sudar, vescovo ausiliare di Sarajevo – ma è stata anche una guerracontro l’uomo e contro tutto ciò che unisce gli uomini. Perciò ora stiamo cercando diconvincere i cattolici a non abbandonare le nostre città e il nostro Paese, ma a rimanereinsieme per costruire un futuro di pace e di convivenza”.A questo scopo la Chiesa italiana ha sostenuto la ricostruzione a Sarajevo di una scuoladistrutta dalla guerra. La scuola è gestita da sacerdoti e suore cattolici ma è una “scuolainteretnica” perché è aperta a studenti di tutte le confessioni e di tutte le religioni. Vi sitengono anche ore di religione islamica per gli studenti che lo desiderano. Visitando questocomplesso scolastico, che ospita ormai oltre 700 alunni, il Segretario Generale della Cei,mons. Ennio Antonelli, ha commentato: “La libertà crea un capolavoro di umanesimo, perciòuna scuola libera è il più bel contributo alla pace e alla convivenza”.