Le cifre del risveglio religioso in Russia

Sono oltre un milione e mezzo lepersone che hanno aderito alla fede cattolica nelle regioni della Russia europea, in Siberia enel Kazakistan. Lo ha riferito oggi a Roma mons. Francesco Colasuonno, nunzio apostolico, inoccasione della presentazione del libro di Aleksandr Men’ “Gesù maestro di Nazaret” (ed. CittàNuova). Secondo mons. Colasuonno la libertà religiosa che finalmente esiste in Russia “hacondotto sulla via della democrazia”. “Vi è una differenza abissale tra la situazione di qualcheanno fa e quella di oggi – ha detto -: a Mosca, in Siberia e nel Kazakistan abbiamoamministratori apostolici, strutture religiose e movimenti. A San Pietroburgo c’è anche unseminario con 40 persone tra studenti, filosofi e teologi. L’obiettivo è infatti di avere sacerdotirussi che lavorino per la Russia”.Irina Alberti, direttrice del settimanale “Il pensiero russo”, ha parlato proprio della scoperta diCristo “da parte di un mondo al quale Cristo era stato strappato con violenza. Oggi la Russia èad un bivio importante – ha affermato -: deve scegliere se voltare o meno le spalle all’Europa,rientrando nel mondo cristiano o optando per ciò che viene chiamato cristianesimo ma che inrealtà è solo ideologia. Questa seconda scelta significherebbe rientrare in una posizione diisolamento, e quindi, il suicidio”.Aleksandr Men’, prete ortodosso, biblista e saggista, è stato ucciso a colpi d’ascia nel 1990. Illibro “Gesù maestro di Nazaret” – considerato il suo capolavoro e tradotto per la prima volta initaliano – ha venduto in patria milioni di copie, ed è stato un forte stimolo per ricondurre allafede migliaia di cittadini sovietici.