Entro il 2020 un quarto della popolazione italiana sarà di “anziani-giovani”

Aprendo oggi a Roma il Forum su “Anziani, giovani, società: una rivoluzione possibile”organizzato dal Comitato italiano per i diritti degli anziani (Comidan), e dall’Ente italiano diservizio sociale (Eiss), Livio Labor presidente dello stesso Comidan, ha affermato che “glianziani d’oggi sono desiderosi di sentirsi utili e attivi. Purtroppo però vivono spesso insolitudine e per questo cercano un dialogo con le nuove generazioni che, peraltro, non sempresono educate a questo incontro”.Poiché sono ben 3.634.000 le famiglie italiane di soli anziani e tenendo conto che l’aspettativamedia di vita è di 77 anni, ad avviso del prof. Luigi Frey dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma,”occorre rispettare il loro diritto di essere cittadini a pieno titolo offrendo, ad esempio, iniziativedi crescita culturale da affidare a docenti oggi in soprannumero”.Problema sempre irrisolto è quello dell’assistenza socio-sanitaria. Al riguardo il prof. VincenzoMarigliano, ordinario di geriatria alla stessa università, ha detto che “si dovrebbero riconvertirele cliniche pediatriche, spesso vuote, in centri specialistici di prevenzione, rivedere e ridurre lelungodegenze sviluppando meglio l’assistenza domiciliare integrata per non fare degli anzianidei potenziali disabili”.